Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

4 February 2012

Il mio amico Ben

E’ morto ieri sera a Manhattan l’attore americano Ben Gazzara, stella di Broadway e di Hollywood, aveva 81 anni.

Per nostra fortuna Gazzara era un attore formidabile sia che recitasse la parte di un camorrista, o di Cosmo Vitelli, piccolo Barnum di un night in disgrazia, o di Jack Flowers, titolare di un bordello a Singapore, o di Bukowski in una Los Angeles dove ‘il sole è giallo e doloroso’, dove i cuori battono con un suono triste e la mafia sega le ali agli angeli che giocano a baseball e non si lasciano corrompere dai suoi scagnozzi.

Perciò nonostante somigliasse a Bukowski, come Raspelli a un modello di Armani, il suo Serking, perverso e romantico, fu più vero del vero e vederlo trascinarsi da uno spaccio di liquori al letto di Ornella Muti, vederlo barcollare negli stessi luoghi raccontati da Bukowski, entrare in quelle case dai lavandini ingorgati, dai mobili vecchi e rotti, dai televisori sempre accesi, dove non capisci mai se chi urla sono gli attori dei film o i vicini dell’appartamento accanto, bè, vederlo così, ripagò tutti del costo del biglietto. Aggiungo che, da adolescente, Bukowski soffrì di gravissimi problemi di acne – foruncoli così grossi da dover essere aperti con un trapano elettrico – che gli devastarono la pelle del viso, lasciandogli cicatrici profonde. Gazzara me lo confermò; mi disse che a vederlo di mattina, al sole crudo di Los Angeles, il suo viso gli ricordava le foto che gli astronauti scattavano alla superficie lunare

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