Diario Colombiano (122) – Tre spari nella notte

Ero seduto in un asadero della Sexta, quasi di fronte a un hotel di nome Windsor. Aspettavo la mia arepa con todo, una specie di tigella in cui il cuoco fa a gara a infilarci di tutto, pollo, carne di manzo, chicharron, mayonese, ketchup, cipolla, patate, con lo stesso spirito con cui stipi 65 giapponesi in una Trabant. D’un tratto, tre spari. Sembrano tre tardivi fuochi d’artificio, tre petardi scampati all’ultimo capodanno. Ma quando si spara nessun udito al mondo e’ sofisticato come quello dei colombiani. Tutti i commensali dell’asadero si sono alzati di colpo e sono corsi verso l’hotel, camerieri compresi. Mentre arrivava la polizia a sirene spiegate e due ambulanze, fuori dall’hotel la gente ricostruiva la dinamica dell’accaduto. Pare che nel Windsor alloggino ufficiali dell’esercito e pezzi grossi della polizia. Un uomo con due donne stava rientrando in albergo, quando un ragazzo sbucato dall’oscurita’ ha cominciato a sparare. Poi e’ fuggito verso il suo complice in moto che nella fretta quasi lo lascia a terra. Dall’hotel escono le ragazze sorrette da agenti della polizia. Una ha un proiettile in un piede, l’altra, cerea in volto, in una natica. Dell’uomo che era con loro, non si sa nulla. Rodrigo Guerrero, il nuovo sindaco, ha molto da lavorare. Bellissima e’ Cali, come un cobra reale. Ma altrettanto velenosa.
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