Basta con le anteprime. Estoy listo para Cartagena
Il 5 febbraio annuncio pubblicamente che partirò per un giro del mondo, lungo, ambizioso, appassionante e insidioso. Un mix di geopolitica e di gola. Corruzione e ceviche, terremoti e falafel, ulema e caldo de bolas, bidonville e ingera, narcotraffico e ramen. Comincio anche a anticiparlo con una serie di anteprime che riscuotono grande successo. Esco allo scoperto perchè i miei referenti sono solidi, importanti. Gli sponsor li cercano loro, io devo solo organizzare il giro che da tre anni, giorno dopo giorno, annodo pazientemente, come gli artigiani di Isfahan fanno coi loro tappeti. Il trenta marzo, scopro di non avere sponsor. E il mese d’aprile lo vivo come una via crucis. Così, e ve ne siete accorti tutti, smetto di scrivere. Da quando è nato questo blog, non era mai accaduto. E soprattutto non parlo più del giro. Parlarne ha portato una sfiga pazzesca. Così agli amici che mi scrivono o che mi incrociano su Facebook chiedendomi notizie del giro, rispondo con vaghezza: ‘sì certo, dovrei partire’.
A un mese dalla partenza il giro è saltato. In mano ho solo dei biglietti e un fondo cassa perfetto se dovessi sponsorizzare la bocciofila di Caidate, grottesco se tentassi di viaggiare il mondo come ho ipotizzato. Un altro avrebbe gettato la spugna, io tre anni di lavoro, e negli ultimi mesi 18 ore di organizzazione al giorno, inchiodato al pc tutto il santo giorno, non le butto via così. E la spugna l’ho tenuta stretta nella mano. La vita e la sfiga sono volatili, specie la sfiga. Somiglia a una pioggia monsonica. Un’ora prima il cielo è color cenere e la pioggia piove come per accoltellare la terra. Un’ora dopo, il cielo ha il celeste della pupilla di un divo dei fotoromanzi. Così nel giro di pochi giorni, sul mio giro è tornato a brillare il sole e la sfiga è andata ad accoltellare i sogni degli altri. Tutto si è risolto. Gli sponsor sono arrivati (ne servirebbero altri, ma per adesso va bene così, sono certo che molti altri saliranno su questo treno in corsa, quando vedranno la qualità del progetto) E io sono in partenza. Ancora qualche giorno a fari spenti, poi vi racconto tutto. Da giugno ad agosto: Cartagena, tantissima Colombia, un raid ad Haiti che ad oggi non ha fatto nessun giornalista, sconfinamenti a Panama e in Ecuador e un viaggio in Perù alla ricerca del cebiche perfetto e della cucina nikkei. E questo è solo l’antipasto. Martedi, vi racconto tutto.



come era…? “la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo” ahiahiahiahi signor Cairoli… capisco che un uomo come lei non creda a queste cose, però… forse una maggior discrezione avrebbe giovato: meglio non sbandierare nulla se ancora non è stato messo nero su bianco. Comunque son contenta per lei
In bocca al lupo.
PS: comincio ad assaggiare qualche indiriss al pigneto
PS2: ma qualche indiriss su Genova e limitrofi? mi farebbe una grande cortesia (dal buiaccaro al magnifico)
Scritto da Tiziana Barone, il 23 May, 2010 at 17:35
A Cartagena, di fronte alla Torre del Reloj, in fondo alla piazza, c’è un locale che si chiama Quiebra-Canto. Salutalo per me.
Scritto da Michele, il 24 May, 2010 at 07:45
qué te vaya bien
Scritto da mido, il 24 May, 2010 at 23:18
c’è posto anche per me? potrei far da portaborse.
Scritto da piadellamura, il 26 May, 2010 at 19:33
Quando si rangiunge un nostro desiderio ,(dopo tanta amarezza)E come vedere spuntare l’Arcobaleno dopo il temporale , Bisogna avere sempre fiducia —- AUQURI—-
Scritto da isaia, il 27 May, 2010 at 14:46
[...] tante segnalazioni e tante storie dai luoghi che avrebbe visitato, poi più niente fino a qualche giorno fa, mille problemi e la voglia di partire non lo scoraggiano, trova sponsor e finisce di organizzare [...]
Scritto da Un posto dove… girare il mondo. | Ciocci Thinks, il 31 May, 2010 at 16:49