Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

15 March 2010

Anteprima giro del mondo – Perfidia venezuelana

In Colombia ieri si è votato per la Camera e per il Senato. Ve la faccio breve: ha prevalso la coalizione di Uribe, ma nello scrutinio si sono verificati intoppi, contrattempi, lentezze incredibili che hanno fatto scattare nell’opposizione il sospetto di frodi elettorali. Noemi Sanin che a maggio sarà grande protagonista nella corsa alle presidenziali ha espresso perplessità sulla trasparenza delle elezioni. Fino a tre ore fa non era stata scrutinata neppure la metà dei voti. Ma la cosa che mi ha più colpito è stato questo articolo in cui si racconta l’odissea dei colombiani residenti in Venezuela. Volevano votare anche loro, ma per la prima volta hanno trovato le frontiere chiuse e così sono stati costretti a guadare fiumi, ad attraversare foreste, a camminare lungo sentieri impervi. In questa foto c’è tutta la tensione che sta avvelenando Colombia e Venezuela, tutta l’ostilità tra Chavez e Uribe e tutto il desiderio dei colombiani di aiutare il loro paese a garantirsi un futuro migliore con il loro voto.

A chi interessasse, sarò in Colombia alla fine di maggio e seguirò in diretta per voi le presidenziali

© Lorenzo Cairoli/La fábrica ‘Qué hago yo aquí’

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4 Commenti a “Anteprima giro del mondo – Perfidia venezuelana”

  1. Scusi, cosa c’entra la perfidia Venezuelana? Semmai, la perfidia del presidente colombiano? Ma come li fate i titoli?

  2. Comunque dall’articolo da Lei linkato si evince che la frontiera è stata chiusa dal governo colombiano, o sbaglio? E allora perché intitolare “Perfidia venezuelana”?

  3. Rispondo a voi e a tutti quelli che come voi mi rimprovereranno la perfidia venezuelana. Cosa si evince dall’articolo lo so bene, come pure che sia stato Uribe a chiudere le frontiere. Ma durante la lunga maratona delle elezioni – ci sono sei ore di differenza tra noi e la Colombia – sono girate voci diverse. Un collega di ‘El Universal’, il quotidiano di Cartagena mi riferiva che molti suoi connazionali provenienti dal Venezuela avevano avuto problemi anche coi militari di Chavez. Da qui, il titolo. Peccato che la sua fonte fosse Twitter e che di questi presunti contrattempi di frontiera, non s’è trovata traccia su nessun quotidiano.

  4. Peccato però che il suo titolo pomposo si basi sulle “voci” e sul Twitter! Quando si tratta di andare addoso a Chavez, anche le visioni sono un argomento…che il Signore ci salvi! Comunque, grazie della risposta.

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