Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

3 February 2010

Solvitur ambulando

Falso idillio, in un post esemplare, omologò i blogger in cinque categorie: cacciatori, tessitori, sciamani, guru e blog band. Nella prima categoria, in cui infilò anche il sottoscritto, vedrei benissimo l’inquieto Giovanni, il blogger in Palestina – ricordate la bicicletta ‘sparata’ al check point di Betlemme? – poi tra i terremotati d’Abruzzo, infine a Piazza del Popolo a parlare con chiunque di qualsiasi cosa (gratis). Adesso s’è invaghito di un blog di uno spirito bizzarro, anche più bizzarro di lui (che battere un fiorentino in bizzarria, come insegna Dante, ce ne vuole). Lo sta scrivendo (molto bene) ma soprattutto lo sta vivendo (anche meglio) Paolo De Guidi che per amore e altri incidenti sta percorrendo a piedi 2200 chilometri in direzione Cambridge. Quest’impresa in corso mi ha fatto tornare alla mente altri due formidabili camminatori : Bruce Chatwin e Werner Herzog. I due si intesero da subito, scoprendo di avere molte cose in comune. Chatwin che era un convinto assertore del ‘Solvitur ambulando’ trovò in Herzog un camminatore addirittura più leggendario di lui, che considerava il camminare non solo terapeutico per l’individuo ma un’attività poetica che poteva guarire il mondo da tutti i mali. Da giovane Herzog divenne il beniamino di Lotte Eisner, assistente di Fritz Lang e musa ispiratrice del nuovo cinema tedesco, e quando seppe che era in fin di vita, si mise in marcia, in mezzo al ghiaccio e alla neve, da Monaco a Parigi, convinto che in qualche modo, a forza di camminare, sarebbe riuscito a farla guarire. E la Eisner guarì, e visse altri dieci anni. In cosa creda invece De Guidi non lo so. Ma il suo blog scorre via che è un piacere.

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