La macellazione della rete consolare

Non c’è dubbio, gli italiani all’estero sono una palla al piede per Berlusconi. Non lo votano, non si lasciano irretire dalle sue balle e costano troppo. Così il Governo taglia forsennatamente e smantella un’intera rete consolare. Chiude ambasciate, consolati, agenzie consolari. Tra esse Liegi, Mons e Genk in Belgio, Mannheim, Saarbrueken, Amburgo e Norimberga in Germania, Manchester nel Regno Unito, Lilla e Mulhouse in Francia, Losanna e Coira in Svizzera. Inoltre Durban in Sud Africa, Detroit e Filadelfia negli Stati Uniti d’America, Gedda in Arabia Saudita, Adelaide e Brisbane in Australia; previsti infine il declassamento dei consolati di Alessandria in Egitto e di Karachi in Pakistan e la chiusura dell’Ambasciata d’Italia in Zambia. Gli italiani che vivono in Italia, impantanati in questa crisi bestiale, in questa lotta di sopravvivenza quotidiana, sono all’oscuro di tutto e di questa macellazione sapranno solo a cose fatte o il giorno che torneranno a viaggiare quando sperimenteranno sulla loro pelle le conseguenze nefaste di questi tagli. Ma per gli italiani all’estero già adesso è una tragedia.
Registriamo le reazioni a caldo di Aldo Di Biagio, il deputato responsabile per gli Italiani nel mondo del Pdl, e dei due parlamentari del Pd residenti in Australia, il senatore Nino Randazzo e il deputato Marco Fedi. “Avere ignorato la realtà fisica di un intero continente e deciso di sopprimere le rappresentanze consolari di Queensland-Northern Territory, un territorio di oltre 3 milioni di chilometri quadrati con una forte presenza storica di cittadini ed oriundi italiani, ed avere deciso altrettanto per la nostra dinamica comunità del South Australia, uno Stato di oltre 985 mila chilometri quadrati equivalente in superficie a tre volte l’Italia, non depone molto bene né per l’intelligenza né per l’onestà intellettuale di chi queste decisioni ha elaborato o avallato”, affermano Fedi e Randazzo.
“Così, in uno sciagurato prossimo futuro il meschino ‘sportello’ che presumibilmente verrà aperto a Brisbane avrà il suo ufficio competente per ogni pratica a Sydney a 730 chilometri e un’ora e mezzo di volo; per Darwin il riferimento sarà a 4.040 chilometri ed oltre quattro ore di volo a Perth; mentre da Adelaide si potrà facilmente raggiungere Melbourne, 654 chilometri più ad est, con appena un’ora di volo. Gli italiani d’Australia delle diverse generazioni e tutti gli australiani interessati per qualsiasi motivo all’Italia, sono serviti”. “E’ inoltre scandaloso – ribadiscono Randazzo e Fedi – che si tratti di decisioni amministrative perentoriamente decretate nell’assenza di un dibattito parlamentare dove si metterebbe a nudo l’insensibilità e il gioco politico perverso di un governo che allo stesso tempo si appresta a smantellare le strutture democratiche rappresentative dei Comites e del CGIE, non nascondendo neppure l’intenzione di una spallata alla stessa rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero”.
“Le preannunciate chiusure di oltre una decina di sedi consolari nel territorio europeo, unite a preoccupanti prospettive su altre sedi estere, rappresentano un grave scacco alla nostra presenza all’estero e soprattutto alla storia della nostra emigrazione. Queste presunte logiche di razionalizzazione della rete non possono presentarsi come una strutturata azione di governo, ma come un piano, direi maldestro, di accenno ad una ottimizzazione delle risorse che intende mantenere però inalterate le sacche di sprechi e di privilegi dell’intera struttura”, dichiara Aldo Di Biagio.
La più grossa delusione – ha aggiunto Micheloni – è che non c’è nessuna logica nuova in questo piano. Il Sottosegretario ci ha detto cose che andiamo ripetendo da anni. Io credo che sia impossibile che il Mae sia in grado di rigenerarsi da solo. La logica che esce da questo Piano mostra che il Ministero degli Esteri è avvitato su se stesso e incapace di recepire nuove riflessioni”.
“In qualsiasi azienda – ha proseguito il senatore del Pd – prima di chiudere vecchi settori di produzione si avviano quelli nuovi. Sono 15 anni che si parla di reti informatiche, e sì è vero che gli sportelli consolari sono stati “inventati” nel 2006, ma è anche vero che alcuni di questi sportelli non aprono perché non ci sono 15 euro per il biglietto del treno all’impiegato. Non è un aneddoto, posso documentarlo. Ora mi chiedo che possiamo sperare più. Fra qualche mese chiudono i corsi di lingua e cultura, ora si aggiunge questa “razionalizzazione” che nulla ha a che vedere con una riflessione vera sulla missione del Mae”. Missione, ha ribadito il senatore, che per il Ministero italiano è “doppia” rispetto agli altri Paesi. “C’è sì la parte di politica estera e la promozione dell’Italia e della sua economia, come tutti; ma poi c’è la nostra collettività all’estero. Questa è la seconda missione del Mae che va affrontata in un altro modo con strumenti che la Farnesina non ha e non si vuole dare perché si va a toccare un mondo che funziona chiuso su se stesso. Sportelli, personale, agenzie: quello che chiediamo non sono risorse per i ricevimenti ma per i servizi per gli italiani all’estero”. Entrando nel caso specifico del Belgio (dove chiuderanno le sedi di Genk, Liegi e Mons – ndr), Micheloni ha ricordato che “lì vivono anziani che sono gli emigrati che abbiamo venduto per il carbone nel secolo scorso. Ora gli spieghiamo che stiamo razionalizzando e gli chiediamo di andare su internet per prendere un appuntamento”.



Che dire? tutto ciò che infastidisce il mafionano va eliminato senza pietà.
Aquesto punto non c rsta che sperare in un inervento armato del’ONU per liberare l’Italia da questo marciume.
Scritto da giampolo haver, il 14 June, 2009 at 07:45
[...] Aggiornamento: quei 400.000 elettori in meno sono quelli che sono stati inseriti consapevolmente o inconsapevolmente nella lista degli optanti. La macellazione della rete consolare di Lorenzo Cairoli [...]
Scritto da Alessandra Galetta giugno 2009, il 14 June, 2009 at 12:06