Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

29 May 2009

Dopo i campeggi, le crociere. Che pacchia, con il tour-operator Berlusconi!

Crociere nel Mediterraneo per i terremotati (Pescara – Tripoli, solo andata, magari a bordo della Pinar?), settimane disintossicanti da Messegue per i poliziotti panzoni, volontariato nelle scuole di P’yŏngyang per i presidi ribelli del Lazio. Oggi, dal cilindro del cinico impresario è uscita un’altra clamorosa presa in giro per i terremotati: dopo il decreto abracadabra e i fondi virtuali per la ricostruzione dell’Abruzzo, stornati da nuove lotterie ad estrazione istantanea, scommesse a distanza a quota fissa, l’otto per mille sulle sexy chat e l’ici sugli immobili di Second Life, ecco le crociere estive per i campeggiatori per caso. Del martirio dell’Abruzzo a Berlusconi non gliene frega una cippa. Ha fatto il solito mordi e fuggi all’Aquila preoccupandosi più di diffamare la magistratura che non di rassicurare i sindaci locali e di scusarsi con quei vigili del fuoco che un mese fa dipingeva come gli angeli del terremoto e che adesso prende a pesci in faccia, rimangiandosi le promesse di fondi e di assunzioni. E cercando, ancora una volta, di fare campagna elettorale sulle vittime del sisma.

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