Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

10 April 2009

Il tuo cane mangia Ciappi? No, Gefilte Fish!

Il ‘New York Times’ informa che la Evanger, una famosa azienda di mangimi per animali, ha messo in commercio una linea di prodotti kasher per cani con l’approvazione del consiglio rabbinico di Chicago (con l’avvertenza, però, che Evanger’s pet foods are not Kosher for human consumption’ casomai a qualcuno venissero strane voglie). Il ‘Los Angeles Times’ invece rivela che le vendite di bevande e alimenti kasher sono lievitate del 41% dal 2003 al 2008 per un fatturato di 12,5 miliardi di dollari, secondo una ricerca di mercato effettuata dalla Mintel International di Chicago. Alla domanda ‘qual’è il segreto di questa kashermania?’ Mintel International risponde: “Sono aumentati gli ebrei osservanti, ma la spiegazione di questo boom va ricercata soprattutto nei consumatori non-ebrei. Oggi per un americano un prodotto con la qualifica ‘kasher’ è un prodotto di alta qualità, sicuro, sano, controllato”. E il mercato kasher annuncia grandi novità per la pasqua ebraica: premium vodke, vini della Napa Valley, la pregiatissima tequila di agave blu di Jalisco e il Moses Margarita, detto anche la decima piaga d’Egitto – con succo di pomodoro e rafano. Tutto rigorosamente kasher.

Noi cristiani siamo nati in una religione che in materia di cibi è assai permissiva, salvo i venerdì di Quaresima in cui la Chiesa predica l’astensione dalle carni; nella cucina ebraica i divieti non sono aggirabili e sui cibi kasher, cioè a dire i cibi consentiti, c’è sempre la lunga mano del rabbino che esercita un controllo scrupoloso. Il rabbino presenzia alla macellazione delle carni, controlla nei locali di stretta osservanza che tutto sia conforme, dice la sua persino in cantina, sorvegliando il vino nelle sue fasi di lavorazione. La sofisticazione del vino è una pratica antica – c’è chi lo colorava aggiungendo sangue di toro, chi ricorrendo a un agente di raffinamento ricavato dallo storione – ma i timori del rabbino non si fermano alla sola sofisticazione, c’è la temuta fomentazione di idolatria a cui il vino spesso induce. Persino prodotti come il brandy e l’aceto di vino devono portare il sigillo di un rabbino.Il Levitico e il Deuteronomio, sono i due libri della Bibbia che indicano i cibi proibiti: non si mangiano le creature marine senza pinne e senza squame – perciò banditi non solo i crostacei e i molluschi, ma anche lo storione e il suo pregiato caviale, la coda di rospo, il pesce spada, l’anguilla, il palombo e il rombo, ma non il rombo chiodato, invece ammesso in tavola. Perché questa discriminazione? Bella sciarada, ma come dicono giustamente i rabbini, le regole alimentari ebraiche rientrano in una categoria di precetti che non ha una giustificazione logica. E’ così e basta. Banditi anche i rettili e gli insetti e fin qui nulla di strano, fuorilegge anche le uova gallate, i rapaci, gli animali che non ruminano, che non hanno l’unghia fessa e i cammelli. Stesso destino per i conigli, la carne di cavallo, e il cervo, da quando le normative agricole hanno stabilito che va ucciso con colpo di pistola in campi aperti e non condotto in mattatoio. Nessun problema coi volatili. Gli ebrei tedeschi godono addirittura di una speciale dispensa per mangiare i passeri. Due altri capisaldi del Kasherut riguardano la macellazione delle bestie e la separazione tra carne e latte. Nello stesso pasto non si possono assolutamente combinare latticini e carne e dopo aver mangiato latticini se si vuole mangiare carne o derivati bisogna aspettare almeno sei ore. La separazione fra carne e latte si applica non solo al cibo stesso, ma anche a tutti gli utensili impiegati per la sua conservazione, preparazione e consumazione. Tale rigore nella separazione comporta il possesso e l’uso di set separati di posate, piatti, utensili e lavandini. Anche la lavastoviglie può essere impiegata o per la carne o per il latte, ma non per entrambi.

© Lorenzo Cairoli

Per saperne di più sul cibo kasher:
Il Signor Kasher

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5 Commenti a “Il tuo cane mangia Ciappi? No, Gefilte Fish!”

  1. Di fronte alla kasherut sono sempre in bilico tra l’interesse antropologico e la risata blasfema.

    Nel dubbio su quale piega prendere di solito rimango in silenzio.

  2. Interesse antropologico, semmai. A conoscerla bene, di ridicolo c’è poco. A parte certe sciarade da rabbino è garanzia di cibo sano.

  3. i sardi più o meno le infrangono tutte e hanno il maggior numero di ultracentenari maschi del mondo.

  4. articolo ‘esatto e molto approfondito sulle usanze ebraiche , complimenti da un amico,buona–PASQUA–

  5. [...] di Tobia Ravà al Castello Svevo di Trani, e poi musica, spettacoli, le degustazioni di cucina kasher e numerosi incontri che  vedranno la partecipazione di personalità come Paolo Rumiz, Franco [...]

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