Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

19 March 2009

L’ultima cena del Titanic

News da enogastoriografia: a 12 anni dal ‘Titanic’ di James Cameron e a 97 anni dall’affondamento di quello vero, il Westin Palace di Madrid, che fu inaugurato proprio 97 anni fa, riproporrà ai suoi clienti il menù del 14 aprile 1912, ovvero quello dell’ultima cena sul Titanic. Il menù era stato creato appositamente dal leggendario Escoffier per i sibariti della prima classe e comprendeva 10 portate – apriva con le ostriche gratinate in salsa olandese, chiudeva con un trittico di dessert, fra cui la torta Waldorf – tutte innaffiate con vini diversi e di pregio – anche se la tendenza sulla prima classe del Titanic era quella di ordinare solo e sempre champagne. Dal 1 al 19 aprile, alla ‘Rotonda’, uno dei due ristoranti dell’hotel, andranno così in scena il consommè Olga con porto, cappesante e cetrioli, il salmone al vapore in salsa mousseline, gigot d’agnello in salsa alla menta, anatra arrosto in salsa di mele, insalata d’asparagi in vinaigrette allo champagne e zafferano, filetto mignon ‘Lili’ con patate, carciofi fritti e foie-gras, piccione arrosto su letto di crescione, pollo alla lionese, fiori di zucca farciti con ricotta e parmigiano, e così via. Piatti di Limoges, un servizio esclusivo che proverà a ricreare le atmosfere opulente di un secolo fa, 50 euro a testa, Iva compresa, bevande escluse. Considerando le materie prime lavorate, un prezzo onesto – a Roma, pochi giorni fa, per la cena futurista da Colonna col ‘risotto d’imene al peccato d’amore’ e il ‘porco eccitato’, si spendeva il doppio. Curiosamente quest’ultima cena ha sempre creato grande interesse: ne ha accennato Hans Magnus Enzensberger nel suo splendido ‘La fine del Titanic’, Archibald Rick ci ha scritto sopra un libro ‘Last Dinner on the Titanic’, per non tacere di un paio di pièces teatrali e di un’esilarante parodia dei Monthy Phyton. Qualche ora dopo il consommè Olga e il piccione assopito sul crescione, un dito gigantesco accarezzò il fianco della nave condannando tutti a morte. I sibariti del Titanic almeno brindarono con flutes di champagne e col sapore delle ostriche in gola. Johnny Ray Johnson, invece, una settimana fa in Texas è andato incontro alla morte con due galloni di caffè nero che gli gorgogliavano nello stomaco insieme a venti gamberetti e a quattro albumi fritti.

© Lorenzo Cairoli

Per saperne di più:
Rifare i piatti del Titanic a casa vostra – Le ricette

aggiungi un commento

3 Commenti a “L’ultima cena del Titanic”

  1. non sarei mai salita su quella nave

  2. titanic bellissimo

  3. io ci sarei salita

Lascia un commento