Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

21 March 2009

Gli ‘smokers smarties’ invadono il mondo

Il Wall Street Journal denuncia un nuovo fenomeno giovanile. Idiota finché volete, ma guai a prenderlo sottogamba. L’epicentro è il Colorado, e più precisamente la Summit Middle School di Frisco. Poichè nel campus è vietato fumare, sentite un po’ che si sono inventati i suoi studenti. E’ l’ora di pranzo, la mensa della scuola è gremita, alcuni degli studenti cominciano a rovesciare sui tavoli tubetti di Smarties, caramelle, crostatine monoporzione sigillate in confezioni di plastica, e tra lo sconcerto degli inservienti, cominciano a batterle fino a ridurle in polvere finissima. E poi? E poi se le sono fumate, arrivando a simulare persino la sequenza di gesti e di posture del fumatore vero, compresa l’inalazione, i colpetti di tosse, gli anelli di fumo espulsi dalla bocca. Una goliardata da campus? E quello che lì per lì hanno pensato gli inservienti della mensa, che hanno ripreso il servizio senza dar troppo peso alla cosa. Ma con internet la cosa non finisce mai lì. Gli ‘smokers Smarties’ caricano il video della loro bravata su Youtube. Nel giro di poche ore, gli studenti di Frisco fanno proseliti in ogni parte d’America – digitate ‘smoking smarties’ su You Tube se non mi credete e troverete quattordicenni come Titus Williams spiegare ai loro coetani le tecniche dello smoking smarties, come Schwarzkopf spiegava Desert Storm all’America di Bush senior. Intanto, però, c’è chi finisce in ospedale. Già, perchè come sostiene il dottor Shikowitz, otorinolaringoiatra al Schneider Children’s Hospital di New Hyde Park, fumare Smarties non è un’idea geniale: procura forti irritazioni alla gola, al naso, e in caso d’inalazione, anche ai polmoni. Se la pratica divenisse abituale, allora si rischierebbero infezioni più gravi e, addirittura, anche se la casistica è molto rara, comparsa di vermi che si nutrono dei residui di zucchero che si cristallizzano sulle mucose. E già che siamo in tema di irritazioni, irritatissimi sono i boss della Ce De Candy, l’azienda che produce i confetti Smarties, che tutto si aspettavano, fuorchè questo tipo di pubblicità. Erik Ostrow il vicedirettore del marketing ha commentato caustico: “I don’t want to be complimented that we’re the No.1 choice“. Morale: visto che internet e Youtube hanno il potere di azzerare frontiere, distanze, fusi orari e latitudini e di rendere quello che oggi è cool a Frisco, domani figo a Ferrara, nel caso vi capitasse di vedere i vostri figli armeggiare stranamente intorno a un Kinder Pinguì o tirare cazzotti a una barretta di Mars o dovessero sparirvi le Fisherman’s Friend dalla borsa, non esitate a intervenire subito. Uno smoker smarties è tra di voi. Incrociate le dita.

© Lorenzo Cairoli

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2 Commenti a “Gli ‘smokers smarties’ invadono il mondo”

  1. [...] i grandi fa male. Grazie al blog di Lorenzo Cairoli abbiamo scoperto che in America c’è il problema dei giovani fumatori…di smarties (non i confetti di [...]

  2. Sara’ perche’ sono avanti con gli anni, sara’ perche’ sono cresciuta in una famiglia (come la maggioranza allora erano)con sani principi ed alti valori seppure tutti agnostici (mai andati in chiesa), in ogni caso vedere i bambini che si arrangiano in un modo o nell’altro per trasgredire, mi fa capire che ormai siamo arrivati alla frutta, non come semplici persone, ma come civilta’. Il cerchio si sta chiudendo, dall’inizio solo ominidi e poi su’ su’ ed ora siamo nella curva discendente e non riusciamo piu’ a fermarci.Venti anni, 50, 100, non ha importanza, saremo comunque di nuovo ominidi.

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