Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

24 April 2008

Genocidio armeno – “24 aprile: che fine ha fatto l’anniversario del genocidio armeno?” – mi chiedo per il secondo anno consecutivo

La colpa sarà dell’Alitalia, o della salma di padre Pio, o di Grillo che torna in piazza, sta di fatto che anche quest’anno nessuno parla del 93esimo anniversario del genocidio armeno. E il black-out non è solo italiano. Silenzio imbarazzante anche sui media francesi. ‘Le Monde’? Nemmeno due righe. Allora, lo faccio io, esattamente come un anno fa, in un clima, oggi come allora, di totale indifferenza.

Questo è quello che scrissi un anno fa

© Lorenzo Cairoli

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6 Commenti a “Genocidio armeno – “24 aprile: che fine ha fatto l’anniversario del genocidio armeno?” – mi chiedo per il secondo anno consecutivo”

  1. Hai un milione di ragioni. Guai a dimenticare.

    :-(

  2. [...] aprile: ricordando la tragedia armena. A Condor Paolo Kessisoglu racconta le sue origini armene. Novantatre anni fa a Costantinopoli iniziava, proprio il 24 aprile, il genocidio degli [...]

  3. Nel mio piccolo, ho linkato.

  4. Mai dimenticare

  5. Bisogna ricordare le vittime di un tale scempio!

  6. Evidentemente il pensiero di Eichmann ha fatto scuola e non c’è bisogno di ripeterlo.
    Il genocidio armeno in particolare è sicuramente sacrificato sull’altare della realpolitik nei confronti della Turchia, sul cui territorio, se non erro, passano importanti forniture di petrolio e gas.
    Il guaio è che essendo cresciuti a base di favole dove il buono alla fine prevale sempre sul cattivo, noi abbiamo questa specie di aspettativa messianica del vendicatore che un giorno arriva e sistema le ingiustizie.
    Purtroppo solitamente accade il contrario, non solo non arriva mai nessun vendicatore, anzi, magari viene della gente a finirti se ancora stai respirando e il pianeta Terra, cinicamente, continua a girare lo stesso (vedi caso Srebenica dove i “salvatori” Olandesi hanno preferito salvare le loro chiappe, se non altro però il comandante fu poi messo sotto processo per codardia, se non mi sbaglio).

    Se volessimo combattere sul serio tutte le ingiustizie nel mondo dovremmo essere continuamente in guerra con qualcuno, magari pure più grosso di noi (la Cina, per dirne una a caso?), ragione per cui, ogni tanto, ci accontentiamo di fare la nostra spedizioncina umanitaria pescando tra tutti gli sfigati della terra quelli che ci possono dare qualche visibilità internazionale senza spendere troppo (afghanistan, kosovo, libano, iraq, palestina…).

    Che dici, è una visione troppo pessimistica la mia sul ruolo dell’Italietta?

    Io ho perso qualsiasi illusione su questi argomenti, ma mi levo tanto di cappello a te che te ne ricordi con infallibile puntualità.

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