Cabriella Garlucci – Mela verde o soubrette bacata?

Ho lavorato quattro volte con sua sorella Milly ed è sempre stato un piacere. Ma con lei è un’altra storia. Una volta, senza accorgermi che era la Carlucci di mezzo, le chiesi di indicarmi una via. Eravamo in una piazzetta di Roma, adiacenze Castel Sant’Angelo. Quando si voltò, pensai: “Oddio, l’ho chiesto a un travestito“. Poi, guardai meglio e realizzai che era la sorella di Milly. Le polemiche di questi giorni? Imbarazzanti. Lei? Indifendibile. Le hanno persino dedicato un instant-blog. Ferocissimo, ovviamente.
L’instant-blog, via Petunias.
© Lorenzo Cairoli



io l’ho scoperto via capemaster e progetto galilei, ci ho perso due ore ridendo come una scema
Scritto da FulviaLeopardi, il 8 March, 2008 at 14:54
giudizio piuttosto tranchant. ma condivido.
Scritto da antonio vergara, il 8 March, 2008 at 15:03
Decisamente tranchant, ma le ha tentate tutte per coprirsi di ridicolo. Un harakiri mediatico così, io non lo ricordo.
Scritto da lorenzo cairoli, il 8 March, 2008 at 15:15
Mi sono andato a guardare il secondo post della Carlucci (5 febbraio) che era scritto TROPPO bene per essere stato fatto da lei.
E infatti neanche una parola è farina del suo sacco. E’ stato ottenuto “citando” o copiando PAROLA PER PAROLA scritti di gente che è in grado di scrivere.
Che tristezza. E poi si permette di andare a disquisire sugli “errori” e le “distrazioni” dei nobel…
Per chi si volesse leggere su internet (che nel loro contesto sono anche interessanti) i sei paragrafi del post della Carlucci, eccovi i rispettivi link:
“Vi sono due specie di dipendenze: quella dalle cose, che è della natura; quella dagli uomini, che è della società. La dipendenza dalle cose, non avendo alcuna legge morale, non nuoce affatto alla libertà, e non genera alcun vizio; la dipendenza dagli uomini, essendo disordinata, li genera tutti, ed è per essa che il padrone e lo schiavo si corrompono scambievolmente.
Omnis determinatio est negatio .Le libere regioni della vita sono dunque quelle per cui ogni mia scelta è concepita con il preciso scopo di lasciare gli altri un po’ più liberi. Ma non del tutto liberi, perché libertà assoluta è, semplicemente, il non esistere. La vita crea legami. Ma può farlo in tanti modi. Le libere regioni della vita sono quelle i cui legami permettono agli altri di elaborare nuove regole, cioè un loro stile, uno stile che esprima il loro, non il mio, essere.”
http://www.sfi.it/cf/archivio_cf/cf4/articoli/castellari_trombino.htm
“Essere dipendenti da qualcosa, da una sostanza o da un’attività, porta con sé una limitazione della propria libertà e delle capacità di scelta. Riacquistare indipendenza e autonomia necessita una consapevolezza, volontà e autostima.
”
http://www.radixsvizzeraitaliana.ch/in-dipendenze/
“la società attuale risulta insopportabile per molte persone che non sanno più come comportarsi. Spesso ci sembra di disporre di una libertà d’azione talmente limitata che rinunciamo all’idea di voler cambiare qualcosa. E’ comunque un dato di fatto che una società in cui ognuno può partecipare, riduce il pericolo delle dipendenze. Partecipare attivamente alla vita sociale è una chiave per ottenere una società con meno problemi di dipendenza e per vincere la solitudine e il senso d’impotenza. Possiamo vincerla impegnandoci in un’associazione, riorganizzando e valorizzando, per esempio, spazi pubblici (piazzette, parchi gioco) e per rendere le strade più sicure per anziani e bambini, per creare punti d’incontro per adolescenti. ”
http://www.radixsvizzeraitaliana.ch/in-dipendenze/06.htm
“Le persone dipendenti hanno come l’impressione di aver incominciato a correre un bel giorno- così riporta Maria Rita Parsi nel libro “il cervello dipendente”-per fuggire, per andare lontano ma sono sempre stanchi, come dominati da un fiatone che spezza le gambe.Non si sono mossi né liberati. Il piacere della dipendenza e’ il piacere del presente.Ed ecco che giuriamo fedeltà ad un vizio per superare il vuoto.Ogni dipendenza è una tossicodipendenza a livello chimico per il nostro corpo e a livello psichico per il nostro spirito.
Il libro poi si sofferma sull’analisi scientifica del cervello in ostaggio alle droghe, ed in particolare le designer drugs, composti creati dalla fantasia di chimici clandestini, che hanno creato appunto un design farmacologico, modificando strutture chimiche di molecole in grado di generare effetti euforizzanti già esistenti e con potenzialità d’abuso.Lo scopo di questi pazzi designers, consiste nel generare composti nuovi di facile commercio, tuttavia non presenti nelle tabelle dei composti proibiti da parte delle autorità di controllo di vari paesi.E’ sconcertante sapere che esiste addirittura il club drugs, di cui fanno parte il GHB o ecstasy liquida, la metamfetamina, il flunitrazepam ( o conosciuto come Roipnol), la ketamina e l’LSD, conosciute meglio con il nome “rape drugs”, droghe dello stupro.Ma la dipendenza negativa, definita dalla scienza addiction, non deriva solo da sostanze stupefacenti ma anche da quelle buone come il cibo, l’attività fisica, il gioco, lo shopping compulsivo. Luigi Pulvirenti, nel libro racconta come il cervello diventa dipendente, deviando in situazioni patologiche come l’anoressia .La cosa più crudele, e’ l’illusione della libertà.”
http://books.google.com/books?id=9sL4GAAACAAJ&dq=“il+cervello+dipendente”&hl=it
”nessuno e’ libero se non e’ padrone di se stesso”.
http://it.wikiquote.org/wiki/Epitteto
“se vogliamo essere felici, possiamo esserlo ora poiché la chiave della felicità e’ nascosta dentro di noi”
http://citazioni.wordpress.com/2007/01/04/se-vogliamo-essere/
E se avvertissimo gli autori originali del plagio della Carlucci ?
Scritto da Stefano, il 9 March, 2008 at 13:49
Consiglio la lettura della lettera del premio Nobel, cui toccò (sic!) ribattere ai deliri di codesta cima di rapa.
http://www.pietrofolena.net/blog/?p=303
Ora, non è che sia un fan degli arcicomunistibaleno, però il tormentone del botta e risposta tra la Carlucci di mezzo e il Premio Nobel vale la pena leggerselo.
At salut!
PS: ma quello nella foto cosa sarebbe, la love-mobile o il camper delle libertà?
Scritto da Flavio (Tlaz), il 9 March, 2008 at 16:16
Il fisico che la Carlucci attacca ha firmato l’appello contro il Papa alla Sapienza. Questo mi basta a farmi preferire lei. Che non è affatto indifendibile.
Scritto da Tommaso Farina, il 10 March, 2008 at 14:51
@STEFANO:
Gran bel esempio di giornalismo investigativo. Complimenti. Quanto ci hai messo per smascherare Gabriella Plagiucci?
@FLAVIO:
Meglio quel coso tipo Stranamore che col Porsche o con quelle moto da stordita con cui si fa immortalare
Scritto da lorenzo cairoli, il 10 March, 2008 at 18:55
Ok, accuso il colpo.
Quando ho commentato io, la roba postata da Stefano non c’era. Chiudo la boccaccia e me ne sto zitto…
Scritto da Tommaso Farina, il 10 March, 2008 at 19:04