Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

11 January 2008

Wellington City Libraries – I Neozelandesi? Brava gente, se non fosse per quel vizietto….

I quotidiani neozelandesi di oggi aprono tutti con la morte del loro eroe nazionale, della loro kiwi icon, Sir Edmund Hillary, ma sul Dominion Post si può leggere una storia davvero curiosa (e imbarazzante) a firma di Rebecca Palmer. ‘Hitler books most overdue’ è il titolo, bizzarro perchè a tradurlo in italiano suona più o meno ‘I libri di Hitler sono i più scaduti’. Scadenti magari, conoscendo l’imperizia letteraria dell’autore di ‘Mein Kampf’. No. Proprio scaduti. E’ la storia, a modo suo tragica, della guerra che la Biblioteca Comunale di Wellington ha dichiarato recentemente a molti suoi iscritti. Perchè i neozelandesi sono sì grandi lettori ma anche grandi morosi quando si tratta di restituire i libri presi in prestito dalla biblioteca.


Neozelandesi popolo di kiwi, velisti, maori, alpinisti, rugbysti e…morosi

Jane Hill manager delle biblioteche della capitale accoglie la Palmer con una serie di dati allarmanti.
Ci sono generi letterari a rischio, libri, che ancora prima di essere prestati, sappiamo benissimo che non rientreranno alla data stabilita. Libri di stregoneria, ad esempio. Testi sul paranormale, manuali per tatuatori, biografie e saggi su Hitler. Questi restano fuori per mesi, se tutto va bene. Altrimenti non ci vengono più restituiti“.
Allora la Palmer chiede alla Hill di quantificarle il danno e la storia a quel punto smette di essere curiosa e diventa drammatica. 900.000 dollari neozelandesi, quasi mezzo milione di euro tra multe, sopratasse, provigioni a grandi aziende come la Baycorp per il recupero crediti, libri da riacquistare. Senza considerare che molti libri andati persi non possono essere rimpiazzati perchè fuori catalogo, perchè prime edizioni, e perchè se anche si trovassero in una libreria antiquaria salasserebbero le casse della Biblioteca.
Noi ci regoliamo così, spiega la Hill alla Palmer, a fine prestito sollecitiamo l’iscritto prima via e-mail, poi telefonicamente, infine con una red paper notice, la nosta ultima spiaggia. Dopo altri 28 giorni di ritardo consideriamo il libro perso. Applichiamo sanzioni, soprattasse e chiediamo ad aziende come Baycorp di aiutarci. A meno che non si tratti di bambini o di giovani coppie. In quel caso facciamo intervenire aziende più piccole che usano strategie più soft che quasi sempre ci riportano a casa i libri. Conclude la Hill: “Questa guerra non mira ad arricchirci ma solo ad arginare questa emorragia. Il libro, diceva Borges, è una delle possibilità di felicità che abbiamo noi uomini. Impariamo a condividerla con gli altri, rispettando le regole“.

© Lorenzo Cairoli/L’Arena

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4 Commenti a “Wellington City Libraries – I Neozelandesi? Brava gente, se non fosse per quel vizietto….”

  1. [...] neozelandesi. A Wellington, come ci ha fatto scoprire il blog di Lorenzo Cairoli, nelle biblioteca comunale della città i [...]

  2. Beh a quanto pare non ce ne uno solo di vizio inglese :)

  3. bell’articolo, mi è piaciuto..e purtroppo non posso che confermare ciò che ho letto..
    sono sposato con una kiwi e devo dire che la puntualità non è il loro forte..
    ma anche lei vive in Nuova Zelanda?

    Saluti

    G.S.

  4. Grazie Giuliano. Purtroppo no. Purtroppo vivo in un nebbioso avamposto della prateria romagnola.
    Perchè non ci racconta lei qualcosa dei kiwi?
    Ci pensi su.
    Cordialmente.
    L.

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