Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

4 October 2007

Agnolotti&sinagoghe 1) – Quella volta che Naomi venne a Dogliani col geometra Secco

Agnolotti&sinagoghe è un’idea nata in collaborazione con la Bol di Maura Bolognini. Senza l’aiuto di Maura e della sua azienda questo splendido viaggio in Langa e in Piemonte e i pezzi che leggerete nelle prossime settimane non avrebbero mai visto luce.

In Langa ho fatto base a Dogliani dai cugini di Sandra che abitano in una conca coltivata a vigna; forse un giorno, Angela e suo marito apriranno un bed and breakfast, per adesso, affittano occasionalmente due stanze a un prezzo irrisorio. Mi hanno sconsigliato la matrimoniale perché avrei avuto problemi con le faraone dei vicini, a sentir loro, discrete e silenziose come gli Iron Maiden dal vivo.

La mattina, Billy, il cane di casa, mi scortava scodinzolante ed euforico fino in cucina, dove accanto alla caffettiera, pesche sciroppate, marmellate di fichi e di fragole e lime, non chiedevano altro che essere spalmate sul pane ancora tiepido di forno.

Verso sera Angela mi offriva il vino nuovo e storie appassionanti che non appena rientravo in camera correvo ad appuntare. Dei suoi zii emigrati in Australia, per esempio, emigrati per sfuggire al servizio di leva. Lasciarono la Langa in Vespa, raggiunsero Genova e lì si imbarcarono per Sidney. In Australia lavorarono sei anni in miniera, mangiando solo e sempre pane e prosciutto – bread and ham – le uniche due parole di inglese che capivano, passando le domeniche a vedere e rivedere tre volte lo stesso film perché almeno così c’era caso gli scappasse un sorriso. Poi diventarono pescatori d’acqua dolce; pescavano anguille e capitoni che rivendevano ai giapponesi e quando il fiume andava in secca salivano a nord a comprare il pesce degli altri. Diventarono così benvoluti e rispettati che quando il Governo australiano ebbe noie coi pescatori del Nord chiamarono loro come intermediari. Oppure mi racconta la furia del Tanaro; nel novembre del ‘94 Angela, suo figlio e suo marito abitavano a Farigliano; per tre giorni e per tre notti la pioggia non si fermò, un diluvio universale, finchè il 5 novembre si formò un’onda di piena mostruosa che devastò tutto quello che incontrò fin quasi alle foci del Po. All’idrometro di Farigliano il Tanaro sfiorò l’eccezionale altezza di 9 metri (ben 3 metri oltre il precedente livello storico) con un portata di colmo di 3.400 mc/sec. Mi ha prestato delle videocassette girate da suo marito e dalla Croce Rossa perché ci sono certe tragedie che vanno viste. A raccontarle, le parole hanno le polveri bagnate; descrivono ma non ‘arrivano’. Ma di tutti i suoi racconti il più inquietante è questo. State a sentire. Le Langhe di Dogliani storicamente non sono territori di vipere. Le vipere non hanno mai abitato queste Langhe e sostenere il contrario è un po’ come affermare che la Brianza è terra di canguri. Pochi anni fa Angela è in vigna con sua madre. Sua madre minaccia una biscia con la punta del coltello. Le biscie sì, le biscie sono bestie delle Langhe, le ha raccontate anche Pavese nei suoi libri e nelle sue poesie, possono essere lunghe quasi come un incubo, ma che vuoi che faccia una biscia? Così la mamma di Angela fa roteare la punta del coltello a un palmo dal muso della biscia e quella, da immobile e intorpidita che era, ha un un sussulto micidiale e le si avventa sul pollice. La donna per liberarsi della biscia deve scrollarsela di dosso; la biscia le ha trapassato con un dente l’unghia e con l’altro la carne del dito. La madre di Angela riprende il lavoro, ma qualche minuto dopo si accascia sulla pietra, provata. Non è da lei. Angela si allarma. La riporta indietro. A 50 metri dalla casa, la donna per poco sviene. Mentre il marito di Angela chiama l’autoambulanza, Angela cerca di tenere sveglia sua madre in ogni modo. La salvano per miracolo. Non era il morso di una biscia, ma di una vipera. Negli ultimi anni si sono verificati parecchi casi di attacchi di vipere nelle vigne. Mario Cozzo, ottimo produttore di dolcetto e zio di uno dei due chefs de ‘Il verso del ghiottone’ mentre magnificava il suo Madonna delle Grazie a un cliente vede una vipera circumnavigargli la veranda. Un altro viticoltore viene morso alla gola da una vipera che si era raggomitolata su un filare d’uva. Angela, che oltre a lavorare in vigna e a fare la bidella part-time, è consigliere in comune e colonna della Pro Loco di Dogliani, chiama il WWF e fa la voce grossa. La segretaria che le risponde balbetta cose che non stanno né in cielo né in terra, poi si cava dagli impicci mettendola in comunicazione con un superiore. “ Con tutti i rapaci che avete – esordisce il funzionario del WWF – vivaddio che ci sia qualche vipera. Dovranno pur mangiare le vostre poiane e i vostri falchi o no?”. Qualche giorno dopo il marito di Angela e un amico rinvengono ai piedi di una vigna dei palloncini. Alcuni sono a brandelli. Uno, invece, è intatto; all’interno, galleggia nell’acqua una vipera morta. Li buttano dagli aerei, questi palloncini, l’acqua protegge la vipera dall’impatto col suolo, l’urto rompe il palloncino, e la vipera è libera di dileguarsi nella vigna. Ma chi lancia i palloncini sulle vigne delle Langhe?

Leggende metropolitane?
No, affatto. Ci sono le prove. Puzza invece di leggenda metropolitana la storia che Naomi Campbell sia venuta a Dogliani – anzi no, a Pianezzo – a cercar casa. I vitelloni di Dogliani giurano di averla vista scendere da una Lamborghini accompagnata dal geometra Secco, altri giurano che la Lamborghini era scortata da due bodyguards in moto. Altri ancora, ma il Dolcetto di Dogliani fa strani scherzi specie quello di Gianluca Marchisio che non scende mai sotto i 13 gradi e mezzo, giurano di averla vista volteggiare sulla Langa a bordo di un elicottero. Ogni tanto puntava il suo bel indice d’ebano su una tenuta e con occhi che irradiavano una selvaggia esultanza, urlava al pilota “Quella villa lì. Voglio quella villa lì!”. Vera o no la storia di Naomi, Dogliani è un bel magnete di vip.

(Gianluca Marchisio e il suo Dolcetto)

De Benedetti ha casa a Dogliani; c’è chi l’ha sorpreso a comprare due biciclette, chi l’ha visto entrare dal ferramenta, chi fare il pieno alla pompa di benzina. Anche Renato Curcio abita a Dogliani. La domenica non salta mai una messa e si dice che quando c’è la coda in posta è l’unico che ceda il posto alle vecchine. Aldo Grasso qui ha la seconda casa e a Dogliani trascorre tutto il fine settimana. Chi è ormai doglianese doc è Nicoletta Bocca, figlia di Giorgio, la Crudelia de Mon della Bassa Langa. Scarpe con la para, pantaloni di fustagno, giacconi sformati, compra poderi su poderi, vigne su vigne, con sardonica indifferenza e un viso eternamente accigliato.

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12 Commenti a “Agnolotti&sinagoghe 1) – Quella volta che Naomi venne a Dogliani col geometra Secco”

  1. Quella delle vipere e inquietante. Chissà il motivo. Forse si può immaginare.

  2. Due battute veloci.
    Prima.Spiegatemi la storia delle vipere perchè benchè mi sforzi non riesco a capirla.
    Seconda.Lorenzo sei troppo forte:”…faraone dei vicini, a sentir loro, discrete e silenziose come gli Iron Maiden dal vivo.”
    Ma ti vengono normali ste battute o ci pensi ?
    No,perchè se ci pensi….

  3. Chiamasi ‘ripopolamento’ Marco. Poi che lo faccia il WWF, la Lipu, la Regione Piemonte o il Ministero dell’Agricoltura resta il fatto che in una savana non sostituisci le zebre coi panda. Avevano a cuore l’appetito delle poiane? Bene. C’erano biscie a volontà. Potevano paracadutare quelle nei palloncini, anzichè le vipere. Ci credi che ora la gente che lavora in vigna ha una paura fottuta

  4. eh, sì… la zia Maria se l’è vista brutta! per fortuna che Angela ha sangue freddo. In ogni caso, spavento a parte, in casa Abbona abbiamo anche riso sul fatto che la zia agitasse il falcetto di fronte alla vipera a mo’ di sfida… per un po’ l’abbiamo soprannominata “professione pericolo”. e infine… Lorenzo, sei stato a Dogliani tre giorni e hai perfettamente inquadrato il milieu… tra vitelloni, naomi e vippume vario. sei un portento!

  5. Tè portento, innanzitutto grazie di tutto, poi…stasera vai da Mosè a Modena?

  6. se riesco a convicere mio marito andiamo domani pomeriggio per un breve saluto a lui e agli chef palestinesi. per la par condicio livio vedrà separatamente anche kamal e i libanesi… insomma… vedremo se ce la si fa a fare dogliani-modena sabato pomeriggio con ritorno sabato sera… follia pura!

  7. Tenetemi informato. Sono a Imola, nel caso un salto lo faccio anch’io…

  8. Ripopolamento di vipere ?
    Di un animale che puo’ essere letale per l’uomo in una zone in cui si “vive” la campagna…?
    Ma sono ignorante io o sono scemi loro ?
    Ma che se fumano questi ?

  9. Strano paese questo Dogliani. Prima neanche sapevo esistesse, anche se le Langhe gia mi affascinavano. Poi, per motivi sentimentali….
    Ma trovar casa da voi e’ una bella impresa…. e sta storia delle vipere poi, sembra inventata apposta per tenere lontani.
    E queste stanze affittate? A chi si puo’ chiedere? Ormai ho capito che la ricerca di una casa da voi durera anni, nel frattempo si continua a comprare Dolcetto e salame cotto….

  10. Uno dei migliori ritratti che mi sia mai stato fatto. Finalmente qualcuno ha trovato la definizione perfetta del mio personaggio: Crudelia de Mon della Bassa Langa! Lo utilizzerò a piene mani sperando non sia un marchio registrato.

  11. Nessun copyright, vada tranquilla.
    Piuttosto, posso chiederle perché suo padre ce l’ha tanto col Piovene di ‘Viaggio in Italia’?
    Mi saluti Dogliani.

  12. Quella delle vipere è proprio vera, pensa che le tiravano da una specie di disco che poi è precipitato a Roswell, nell’ area 51! Meno male che molte vengono cacciate da ominidi pelosi, alti 2 metri, mi sembra siano Yeti…

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