Un posto dove appendere il cappello

di Lorenzo Cairoli

15 August 2007

Necrofilia gastronomica

Questo è il tipico post ferragostano.
Potevo rifilarvi un pezzo sul silbo gomero (ma ve lo rifilo comunque entro la fine del mese) o uno di quei post chapliniani della Spostata, tipo quando gli si rompono le bustine dello zucchero nella borsa, o quando prende a capocciate la lavatrice, o quando si sogna il Cairoli in versione Chikatilo o Dacia Valent in versione Erszébet Bathory. Vado oltre e vi rifilo invece via Warehouse un esperimento di necrofilia gastronomica. Eggs&bacon, ovvero il capuccino e brioche di milioni di americani, inglesi e nordeuropei, sigillate e conservate in piccoli recipienti di lexan. E adesso? adesso si aspetta.

Dopo due mesi l’uovo tiene ancora, il bacon invece si decompone che è una bellezza.

E’ trascorso un anno. Ecco cosa ne è del capuccino e brioche di quasi un terzo dell’Umanità.

Se volete seguire l’esperimento con maggior dovizia di dettagli, qui dopo due mesi, qui dopo un anno.

Per fortuna domani è il 16, riaprono i negozi, cessa il coprifuoco e se la storta smette di darmi noia, rimetto il naso fuori casa e vado a mangiarmi un epico risotto al persico dopo Dongo, a Domaso, dal divin ‘Ruffino’.

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7 Commenti a “Necrofilia gastronomica”

  1. Beh, ogni tanto qualcuno torna indietro nel tempo e gioca come se nulla fosse accaduto. Qualche centinaio e più di anni fa questi esperimenti non furono giammai considerati gastronomici.
    Qualcuno cercava di trovarvi spiegazioni sull’origine della vita.
    Viene il dubbio che veramente quando si è alla fine c’è chi pensa di ricominciare.
    E tutti si meravigliano.
    Buon ferragosto.
    Sto gustando un pasticciotto salentino.

  2. Il ferragosto, fortuna, se n’è andato in fretta. Comunque grazie e tanta invidia per il pasticciotto.

  3. Visto da ikea.

    Noantri n’vece, aprimo socchiuse
    porta e finestra, famo un corentino fresco fresco, du’ fette de cocomero ghiacciato e se godemo la
    pace da tutti li buzzurri che stanno ar mare, ffá le cose sull’autostrade, le file ai chioschi………..

    Ma con l’anagrafe di Gavardo, poi chi ha vinto ??….mi sembra coglier una specie di damnatio memoriæ….

  4. Perché tutto ‘sto sperimentare, quando è sufficiente aprire il mio frigo?

  5. Nessuna ‘damnatio’.
    Ho risolto tutto con l’anagrafe di Casate che ha chiamato per me Roma e ha saputo che ero RESIDENTE A GAVARDO.
    Grazie alla signoria Lilliana dopo il 20 agosto avrò finalmente la mia carta d’identità

  6. Il tuo frigo, Irene,è un omaggio alla scapigliatura.
    Col tuo latte scaduto Tarchetti scriverebbe sei Tosche.

  7. Tutte e sei piuttosto malaticce, arguisco…

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